Intolleranze ed allergie
LE INTOLLERANZE ALIMENTARI
Su questo argomento occorre fare veramente TANTA ATTENZIONE, l’interesse commerciale che si è sviluppato attorno alla intolleranze alimentari o presunte tali è veramente tanto. E’ un fenomeno di MODA anche se occorre fare dei distinguo. In tal caso, solo una consulenza presso un professionista accreditato potrà fare luce su questo aspetto.
Detto ciò, vediamo che cosa si dice su queste intolleranze:
Allergie e intolleranze alimentari
Il termine “Allergia”,fu coniato per la prima volta da Von Pirquet nel 1906, per indicare l’alterata reattività dell’organismo nei confronti di sostanze generalmente innocue. Le allergie e le intolleranze alimentari, fanno parte del più vasto campo delle Reazioni Avverse agli alimenti, e tra queste delle reazioni di tipo non tossico.
Allergia alimentare
E’ una reazione immunitaria di tipo anticorpale dovuta all’ingestione di uno specifico alimento (più precisamente delle proteine in esso contenute).Tale reazione, si esprime al primo contatto con “l’allergene” attraverso la formazione di anticorpi specifici di tipo IgE ( da considerare anche le forme associabili a meccanismi immunitari misti, e quelle non- IgE mediate) . Questi anticorpi hanno il compito di difendere l’organismo da ciò che esso stesso riconosce come “Non Self”, cioè estraneo. In occasione di una eventuale e successiva esposizione, a seguito della reazione fra l’alimento “allergenico” e l’anticorpo, si libera una sostanza, l’Istamina, che è la principale responsabile dei sintomi caratteristici di tutte le reazioni allergiche.
I sintomi che possono manifestarsi immediatamente dopo l’ingestione dell’alimento incriminato ( come nelle forme IgE mediate) ,oppure a distanza di ore (come nelle forme non IgE mediate), indipendentemente dalla quantità di cibo ingerito , possono interessare diversi organi e apparati. Gonfiore , prurito del cavo orale e faringeo,nausea,vomito,crampi addominali,diarrea e flatulenza ,reflusso gastroesofageo sono i sintomi di tipo gastrointestinale. Quelli di tipo cutaneo e respiratorio,,sono rappresentati da orticaria, angioedema , dermatite atopica, rinite , asma. A questi si possono associare cefalea ed emicrania, e nei casi più gravi shock anafilattico (con difficoltà respiratorie, brusche cadute di pressione arteriosa, perdita di coscienza e in alcuni casi morte).
I principali allergeni alimentari, in ordine di prevalenza sono rappresentati da:
latte vaccino, frumento, uovo, arachidi e legumi, crostacei (gamberi, aragoste), pesce (il merluzzo è il più frequente), mele e prunoidee (prugne, albicocche, pesche e ciliegie), carni animali (maiale, più rari gli altri), molluschi di mare (cozze, vongole, calamari, etc..), frutta e verdura.
La predisposizione genetica, l’immaturità delle difese intestinali, l’aumento della permeabilità intestinale agli allergeni , sono fattori che fungono da stimolo alla secrezione di IgE.
Oltre alla terapia farmacologica, dettata dalla necessità di controllare i sintomi, specialmente quelli più gravi, come da schock anafillatico, l’unica terapia dietetica di sicura efficacia è la Dieta da Eliminazione. Essa consiste, nell’eliminazioni di uno o più alimenti, e in alcuni casi gruppi alimentari nei confronti dei quali sia stata accertata una ipersensibilità, attenendosi al comandamento che in ogni caso una dieta di esclusione, specie se ristretta, è giustificata solo se la malattia è peggiore della dieta stessa.
Intolleranze Alimentari
L’etimologia del termine”intolleranza” indica l’incapacità di sopportare, di tollerare nella fattispecie l’ingestione di un alimento o suoi componenti (macronutrienti, micronutrienti, additivi, molecole ad azione farmacologica). La reazione (tossica, farmacologia o metabolica) che ne consegue , a differenza delle allergie alimentari , Non è Mediata da meccanismi Immunologici, ed è Dose Dipendente, ossia è strettamente dipendente dalla quantità di alimento/i ingerito non tollerato.
La prevalenza con la quale si presentano,è del 25% nella popolazione adulta e del 2-8% nei bambini.
Secondo la classificazione, proposta dall’ Accademia Europea di Allergologia ed Imminologia Clinica, le intolleranze alimentari possono essere classificate in:
- IgG – mediate
- Non- IgG mediate.
Le intolleranze alimentari Non-IgG mediate comprendono:
- Le enzimatiche : determinate dall’incapacità, per difetti congeniti, di metabolizzare, digerire e/o assorbire alcune sostanze presenti nell’organismo. Tra di esse:
- quelle Amminoacidiche (fenilchetonuria)
- quelle da difetti delle Disaccaridasi ( galattosemia, intolleranza al lattosio);
- Le farmacologiche:determinate da una iper- attività nei confronti di sostanze presenti in determinati cibi. Tra di esse:
- Istaminiche ( formaggi, birra, cioccolato…)
- Tiraminiche ( formaggi, banane, avocado)
- Da altre molecole ( metilxantina, capsicina, miristicina)
Le indefinite:
- Da additivi (coloranti, conservanti, antiossidanti, correttori di acidità, addensanti, emulsionanti, stabilizzanti)
Un cenno a parte merita il Morbo Celiaco, comunemente indicato come intolleranza al glutine.Si tratta di una malattia geneticamente determinata,che riconosce un eziopatogenesi su base autoimmune. La produzione di specifici anticorpi diretti contro l’enzima transglutaminas i( normalmente coinvolto nel metabolismo delle prolamine,che sono la componente proteica del glutine), è causa di una risposta immunitaria distruttiva nei confronti di alcuni distretti cellulari dell’apparato gastroenterico, a sua volta responsabile dei sintomi e degli effetti che si osservano nei pazienti celiaci.
Le intolleranze alimentari ,a differenza delle allergie alimentari sono dose-dipendenti , si possono presentare sin dall’età dello svezzamento, ma di solito si sviluppano come risultato di ripetute assunzioni del cibo in questione. I sintomi sono legati all’accumulo tossico di sostanze non tollerate dall’organismo, e in genere compaiono con un certo ritardo rispetto all’assunzione delle stesse.
I sintomi più comuni sono, astenia, alitosi, afte orali, aerofagia, meteorismo, dfficoltà digestive, edemi.
In letteratura sono riportati diversi tipi di patologie (cefalee, vertigini, coliti, diarre, infezioni delle vie urinarie, candidosi, mialgie…).
Gli alimenti maggiormente chiamati in causa, sono le proteine del latte, pomodoro, grano, uova, olivo, lievito, mela.
La causa scatenante, nelle intolleranze alimentari può essere riscontrata in una alterata funzionalità intestinale determinata da diversi fattori: gastroenteriti infantili, infezioni da Rotavirus, enteriti dell’adulto, coliti croniche, disbiosi intestinale, contaminazione del cibo ad opera di insetticidi, disserbanti , fitofarmaci, presenza di tossine, coloranti, additivi alimentari, trattamenti prolungati con farmaci cortisonici o antibiotici, stress emotivi o fisici.
Diversi sono i” Test per le intolleranze alimentari”, che vengono oggi proposti ed erogati, alcuni dei quali purtroppo non Ufficiali, perché privi di validità documentata nella letteratura scientifica internazionale ufficiale. Non appartengono a questa categoria, i test sierologici anticorpali nella diagnosi di celiachia, il breath test al lattosio nella diagnosi di intolleranza al lattosio.
Trattamento Dietoterapico
Una volta stabilita e accertata, la natura della reazione avversa all’alimento/i, è possibile intraprendere il relativo trattamento dietoterapico, che prevede la riduzione/eliminazione temporanea dell’alimento chiamato in causa.
Evitare i cibi intolleranti è importante tanto quanto variare la dieta; ed è dunque imperativa la necessità di ruotare i cibi “tollerati”, allo scopo sia di non creare lo sviluppo di nuove intolleranze, sia di non creare deficit nutrizionali, ragion per cui sarebbe auspicabile che tali interventi venissero effettuati sotto stretto controllo del professionista prescelto.
Al termine del periodo di riduzione/eliminazione, periodo che sarà in funzione dei miglioramento, regressionie della sintomatologia riferita dal paziente, è Necessario reintrodurre l’alimento/i al quale si è intolleranti in maniera intervallata e in dosi progressivamente crescenti, allo scopo di riconoscere la Soglia di Tolleranza riacquisita, specifica di ciascun pazienta , che se superata potrebbe portare alla ricomparsa o peggioramento della sintomatologia.
Ippocrate affermava” Lascia che il cibo sia la tua medicina, e la medicina il tuo cibo”. Quindi , se consideriamo il cibo come una medicina, ogni alimento ha le sue caratteristiche benefiche, pertanto non si dovrebbe farne a meno per un buon stato di salute psico-fisico.
Però, come con i farmaci, Non Bisogna Abusarne.