Osteoporosi e calcio
L’osteoporosi si può definire come un disordine delle ossa scheletriche caratterizzato dalla compromissione della robustezza dell’osso che predispone ad un aumento del rischio di frattura e questo ne è l’aspetto più importante soprattutto per l’alto numero dei casi colpiti nella popolazione adulta.
Il ruolo esatto dell’osteoporosi nell’etiologia delle fratture deve peraltro ancora essere determinato con precisione. Infatti la resistenza Nell’osso ai traumi riflette l’integrazione tra due fattori: la densità ossea e la qualità ossea. La densità ossea è espressa in grammi di minerale per area ed è determinata, in ogni individuo, dal picco di massa ossea raggiunto e dalla quantità di osso perso.
La qualità dell’osso fa riferimento complessivamente all’architettura, al turnover, alla somma dei danni sofferti e alla mineralizzazione.
E’ oggi ampiamente accettato che l’osteoporosi non è solo conseguente alla perdita ossea che accade con l’avanzare dell’età. Un individuo che non raggiunge un picco ottimale di massa ossea durante l’infanzia e l’adolescenza, può infatti sviluppare osteoporosi senza che vi sia una accelerata perdita ossea in età adulta. Nello sviluppo dell’osteoporosi una crescita ossea sub-ottimale nelle prime fasi della vita deve così essere considerata importante tanto quanto la perdita di massa ossea che si verifica in età adulta.
Ottimizzare la salute dell’osso è quindi un processo che dura tutta la vita sia nei maschi che nelle femmine. Agire sui fattori che influenzano la salute dell’osso a tutte le età è essenziale per prevenire l’osteoporosi e le possibili fratture conseguenti.
Nell’anziano vi sono fattori aggiuntivi che contribuiscono significativamente all’aumento di incidenza di eventi fratturativi, quali le cadute più frequenti associate a scarse reazioni protettive. Deve essere fatta una distinzione tra i fattori di rischio che portano all’alterazione del metabolismo e della resistenza dell’osso ed i fattori di rischio immediatamente legati alla frattura (es. i traumi di varia entità).
Gli interventi in questo campo sono necessari visto che l’osteoporosi e le fratture femorali, vertebrali, ecc, sono una delle principali cause di disabilità nella popolazione anziana ed hanno un impatto notevole anche in termini di costi sociali.
La tabella sottostante, mostra la quantità di calcio, espressi in valore percentuale rispetto ai valori giornalieri (VG) raccomandati nei giovani adulti, presente in una porzione degli alimenti più comunemente assunti.
| Tipo Alimento | Quantità giornaliera | VB % |
| Pane | 1 fetta | 8% |
| Cereali con agg. di calcio | 1 tazza | 15% |
| Rape verdi / cavoli | 1 porzione | 15% |
| Fichi secchi / arancio | 2 fichi o 1 arancio | 6-4% |
| Latte intero scremato | 1 tazza | 30% |
| Yogurt fresco | 1 tazza | 35% |
| Formaggio | 30 g | 20% |
| Uova | 2 uova | 8% |
| Pizza con formaggio | 1/4 pizza | 25% |
| Mandorle e noccioline | 5-10 | 10% |
| lasagne al forno | 1 porzione | 25% |
Per “costruire l’osso” in età pediatrica appare certamente molto importante l’assunzione di calcio e vitamina D. Recentemente è stato osservato che altri nutrienti quale la vitamina C e la vitamina K possono promuovere la sintesi ossea ma a questo proposito i dati sono ancora in discussione. Non possono però mancare altri due fattori quali l’esposizione al sole ed una adeguata attività fisica. L’attività fisica va intesa sia come pratica sportiva, soprattutto tra i più giovani, ma anche e soprattutto come qualsiasi forma di attività fisica come le passeggiate, le corse a passo lento, il nuoto, ecc. Da un punto di vista etiopatogenetico la “costruzione dell’osso” in età pediatrica ed adolescenziale è un momento chiave nella definizione dell’eventuale successivo sviluppo di osteoporosi.